Anita Blake Fumetto: cosa aspettano a tradurlo?!



Anita Blake, nata dalla penna della scrittrice statunitense Laurell K. Hamilton, è uno fra i personaggi più amati della letteratura un po’ gotica e a sfondo horror, che negli ultimi anni ha incrementato il suo successo grazie alla figura del “vampiro”, riportato alla ribalta grazie alla saga (sia letteraria che cinematografica) di Twilight. Che il mito di Dracula (con tutti i suoi “figli” al seguito) sia da sempre osannato, ricercato, studiato e descritto, non è una novità, ma bisogna ammettere che se dopo il film Intervista Col Vampiro (tratto dall’omonimo romanzo di Anne Rice) i “principi delle tenebre” hanno ripreso quota dopo un periodo di “magra”, vero è che con l’uscita del primo libro della love-story tra l’umana Bella Swan e il non-morto Edward Cullen, Twilight, scritto da Stephenie Meyer, questo “mostro” sacro (a cui ha dato vita per la prima volta Bram Stoker nel 1897) ha catalizzato su di sé un’attenzione e un’ammirazione a dir poco globale (e assai commerciale), che ha letteralmente invaso il pianeta, influenzando ogni possibile forma d’arte. Ormai, se sei fan o no dei vampiri, puoi facilmente trovarli in libreria, al cinema, in edicola (in versione comics), in tv (serie e quant’altro), nei negozi che vendono oggettistica particolare e via di seguito per una lista chilometrica… che comprende persino i tarocchi a tema vampiresco, per non parlare dei costumi, del trucco e del parrucco disponibili per feste mascherate, toccando poi casi estremi come l’esempio di quella ragazza che si è recata dal dentista per farsi allungare i canini con una speciale ricostruzione su misura. Insomma, un vero incubo per chi non li sopporta o a cui fanno senso e uno sballo totale per coloro che invece li amano.

Tornando ad Anita Blake è quasi inutile che io stia lì a descrivere il successo e le vendite legate alla saga in cui questa giovane e piccola donna (piccola di statura, ma grande nel cuore e nell’animo) la fa da padrona in una serie di avventure legate a un mondo parallelo in cui abitano tranquillamente (come se fossero persone normali) vampiri, licantropi, fate, streghe e altri esseri millenari. In tutto ciò, la nostra bella eroina (alta 1 metro e 60, snella ma formosa, con una cascata di capelli lunghi, scurissimi e ricci e due occhioni che quasi parlano da quanto sono grandi ed espressivi) si destreggia fra il suo lavoro di Risvegliante alla Animators Inc. (è in grado di resuscitare i morti, essendo anche una negromante), quello di Sterminatrice di mostri legalmente autorizzata e collaboratrice della polizia nei casi di omicidio in cui le cause sono legata al sovrannaturale. Una vita intensa a dir poco, costellata di amici e nemici, umani e non, e da sentimenti contrastanti che la portano a legarsi al vampiro Jean-Claude, Master della città, al licantropo Richard, capobranco del clan dei lupi mannari e ad altre figuri maschili che si aggiungono con il tempo…

Ora, me lo volete dire voi come poteva non nascere anche una serie illustrata da questa meravigliosa e accattivante storia? Nel 2006, infatti, negli USA ha debuttato sul mercato la serie a fumetti (tuttora in corso di pubblicazione) che ripercorre passo-passo la saga letteraria di Anita, composta da 18 romanzi editi in America (qui da noi siamo arrivati al numero 12), la quale pare non intenda ancora cessare (e ben venga tale decisione!). Il titolo fisso di ogni albo è Anita Blake-Vampire Hunter, con un ulteriore sottotitolo che dà nome all’avventura descritta in ogni albo e la casa editrice è (ovviamente) la Marvel, capace di subodorare a chilometri di distanza quando un prodotto è più che valido o meno. Qui di seguito trovate alcune immagini che riguardano il comics in questione, giusto per darvi un’idea se ancora non lo conoscete…

La domanda che da anni tormenta i lettori dei libri di Anita è la seguente: COSA CASPITERINA STIAMO ASPETTANDO PER TRADURRE IL COMICS E METTERLO FINALMENTE IN VENDITA NELLE LIBRERIE E NELLE EDICOLE ITALIANE?! Certo, qualcuno potrebbe rispondere che nell’attesa che le cose si smuovano gli albi si possono comunque già trovare, sebbene in lingua originale e che non dovremmo lamentarci visto che ormai, arrivati al 2012, l’inglese dovrebbe essere conosciuto e parlato un po’ da tutti… Ma al di là dell’avere voglia di stare lì a studiarlo o meno (per chi ne ha le possibilità) leggere un qualcosa in una lingua che non ti appartiene, anche se la sai benissimo, non ti darà mai soddisfazione fino in fondo! Non arriverai mai a percepire ogni minima sfumatura legata alla storia e alle immagini che la raccontano, per non parlare di quelle parole e di quelle frasi particolari che fanno fatica a essere tradotte velocemente dal cervello, causandoci così una lettura spesso a “singhiozzo”. Cioè, cosa dobbiamo fare, girare con il fumetto in una mano e il vocabolario inglese nell’altra? E poi, anche non fosse così per tutti, è forse sbagliato pretendere di potersi gustare ciò che ci piace nella nostra lingua madre?

A questo punto la risposta sembra essere “sì”…

Sceneggiato da Stacie M. Ritchie e Jess Ruffner e disegnato da Brett Booth (fino al numero 7) e Ron Lim (dal numero 8 in poi), Anita Blake-Vampire Hunter mi sa che ce lo dovremo ancora sognare… Però, tenendo conto che (forse che sì e forse che no) il mondo potrebbe pure finire al termine del 2012… chi di dovere potrebbe fare pure un piccolo sforzo e farci contenti, no? Grazie!