Fumetti Didattici Per Bambini: ecco Plain Ink!



Nel medio evo si usava dire che la pittura, in fondo, altro non era che la letteratura dei poveri.

E nel mondo post moderno, per quanto ciò appaia incredibile, l’analfabetismo è qualcosa che ha ancora una larga diffusione, riguardando circa 1 su cinque, considerando la popolazione mondiale nel suo insieme. E proprio oggi, non saper leggere, significa, ancor più dei secoli passati, avere meno diritti. Non si possono firmare contratti, non si può votare, non si capisce quale farmaco prendere. Tutte le società ormai sono fondate sul presupposto di saper leggere e scrivere.

C’è quindi bisogno di aiuto per quei bambini e quelle bambine discriminati dalle loro condizioni disagiate di nascita. E proprio per loro è stato creato Plain Ink, un’organizzazione no profit che insegna, attraverso i fumetti, un’idea che sulle prime può apparire bizzarra. In Corea difatti i fumetti completano i libri di storia nelle scuole medie superiori. E a Singapore servono a facilitare l’apprendimento dell’algebra. Insomma, il fumetto (non lo scopriamo oggi) ha un suo valore pedagogico se utilizzato correttamente.

E può parlare anche di salute pubblica, sicurezza alimentare, uguaglianza, modi per ovviare ai disastri naturali. Insomma i fumetti Plain Ink sono nati per i bambini dei paesi in via di sviluppo ed offrono suggerimenti immediatamente chiari per migliorare la qualità della vita (per quanto possibile) attraverso vicende che trattano i temi importanti. L’iniziativa ebbe inizio nel 2010, in Afghanistan, ed attualmente si sta diffondendo in India.

Ora la protagonista assoluta è Moni, una bimba assai vispa che un giorno trova per caso un libro sulla salute e decide di coinvolgere i suo amici nel mettere in atto quanto apprende. Idee pratiche per ottenere acqua pulita, cibo migliore e curare le malattie. Suggerimenti per la vita di tutti i giorni, che in misura più o meno grande, possono cambiare le cose.