Ken Il Guerriero: una statua da 130mila dollari per la Leggenda di Hokuto!



Se la merita tutta, c’è poco da dire. Il nostro amato e sempre lodato Kenshiro è stato omaggiato dalla Comic Zeno, la rivista mensile dell’editore Tokuma Shoten, di una statua che ripropone la sua figura a grandezza naturale, ossia 185 centimetri (sebbene nel fumetto e nei lungometraggi animati che lo riguardano sembri molto più alto). L’idea è partita per promuovere il lancio del libro Fist On The North Star, dedicato proprio alla mirabile e avventurosa storia di Ken, tanto che per i primi 77 clienti che acquisteranno questo volume presso lo store online vi sarà anche, in allegato, una miniatura della statua in questione.

Un capolavoro (magari non concepito così da tutti, ma sicuramente da parte dei fan più accaniti) che dal 1° novembre 2011 è stato esposto nell’aeroporto internazionale di Haneda a Tokyo, fino a quando la scultura non verrà battuta all’asta per beneficenza. Di per sé, questa grande e tangibile raffigurazione di uno dei guerrieri giapponesi più adorati e seguiti di sempre (il fumetto viene pubblicato per la prima volta nel 1983 sotto forma di manga), capace di appassionare i lettori tanto quanto le lettrici (me compresa), indipendentemente dalla “violenza” di alcuni combattimenti e dall’aggressività di determinati personaggi, è stata stimata per un valore di 130mila dollari. E questo anche grazie al fatto di essere, per la maggior parte della sua superficie, tempestata di cristalli Swarovski (cioè, mica pizza e fichi!)… ne sono infatti stati usati 500mila, donando all’opera non solo una lucentezza e un’eleganza notevoli, ma anche un’unicità particolare nel suo genere.

Ecco qui di seguito due immagini che la mostrano in tutto il suo splendore, gentilmente elargite dal sito jigoku.it:

Gli artefici della statua sono gli artisti di Kaiyodo, che per chi non lo sapesse è una nota casa di produzione di action figure, che nel realizzarla sono stati tenuti d’occhio dal grande fumettista e character designer Tetsuo Hara (uno dei “padri” di Ken). E per quanto questo sia stato un lavoro intenso e preciso (Swarovski o non Swarovski), dentro di noi sappiamo che l’erede della Sacra Scuola di Hokuto se lo merita tutto! Nato dal genio di Hara e da quello del fumettista Buronson (che è poi lo pseudonimo dello sceneggiatore Yoshiyuki Okamura), Ken Il Guerriero si è fatto largo fra i già presenti manga giapponesi conquistandosi attraverso gli anni un determinato e sempre più vasto pubblico di lettori, collezionisti e amanti dei fumetti nei quali azione, arti marziali e drammaticità occupano la maggior parte dello spazio a disposizione.

Kenshiro ha funzionato da subito, ottenendo un successo che si è prolungato nel tempo. E questo perchè, sebbene attraverso la trama che narra della sua lunga avventura ci si imbatta nei soliti cliché della cultura dei manga, come la devastazione del pianeta, gli innumerevoli scontri fra due o più individui a colpi di arti marziali, numerose “vittime sacrificali”, numerosi “eroi” che spinti dal dovere e dal senso di onore e giustizia sono sempre pronti a dare la vita per qualcuno, sommando poi dolore, amicizia e ovviamente amore, diventa quasi automatico immedesimarsi in questo ragazzone triste e malinconico. Il quale solo attraverso battaglie, prove, sacrifici, perdite e profonde ferite imparerà (assieme a noi che leggiamo di lui) qual è realmente il suo destino e cosa rende un uomo davvero “grande” al di là del potere naturale di ognuno.

Un percorso che risulta inconcepibile non riuscire a comprendere e un insieme di personaggi (legati a lui) ai quali è impossibile non “affezionarsi”, nel bene e nel male. Perchè alla fine, come forse non in tutti gli altri fumetti accade, anche i più “cattivi” hanno una possibilità di redenzione, chiedendo perdono e morendo (se devono morire) finalmente in pace, liberi di tutte le colpe che consapevolmente o inconsapevolmente si sono portati dietro nel corso della loro breve o lunga vita. Trapela, quindi, nella rabbia e nell’odio più cieco, un lume di speranza che il più delle volte riesce a farsi largo, donando a noi lettori quel senso di quiete dopo la tempesta, rendendoci testimoni della concreta umanità che contraddistingue i vari co-protagonisti.

Insomma (per farvela breve), continuando a pregare tutti insieme per il ritorno delle avventure di Kenshiro, o per meglio dire per il proseguo del manga (per ora fermo a 27 albi che completano la serie), accontentiamoci di questa scultura “sberluccicosa”… sarà senza dubbio uno stimolo in più per fare un salto a Tokyo, se per caso ancora non ci siamo mai stati, così da prendere due piccioni con una fava e ammirarla da vicino…