Monophobia Manga: la Recensione!

Maika non è mai propriamente da sola. E non perchè sia costantemente cercata o fatta oggetto di visite da parte di amici e conoscenti. O magari perchè sai circondata da vicini impiccioni. E non ha neanche nulla da temere da una famiglia oppressiva ed invadente. Non è mai da sola perchè con lei o per meglio dire al suo interno, si nasconde e vive Maito, suo fratello gemello, morto alla nascita, ma che non l’ha abbandondata, diventando una specie di angelo custode.

In ogni caso la vita di Maika non è affatto semplice, dal momento che oltre la particolare presenza di suo fratello è anche in grado di vedere, suo malgrado, gli spiriti delle persone morte. Qualcosa con cui non riesce a convivere con facilità, ma dal momento che a tutto questo non può sottrarsi, decide di andare in soccorso delle anime, che non sono riuscite a raggiungere l’altro mondo.

Qualcosa che gli darà molti più problemi del presto, che la porterà a rischiare la sua stessa vita. E per la quale avrà bisogno di ogni possibile aiuto. Questi i principali ingredienti di Monophobia, manga che nasce con l’intento di mischiare i tratti tipici dell’horror giapponese con quello occidentale nella precisa volontà di sorprendere sempre il lettore.

E possiamo dire che l’intento è riuscito, alla perfezione, con pagine che si alternano tra bianco e nero e colori ad acquarello. Anche i dialoghi sono stati realizzati con particolare cura, anche quelli inutili ai fini del racconto, che tentano di trasportare il lettore in una rassicurante dimensione scolastica che sparisce immediatamente per lasciare il posto ad una realtà inquietante e talvolta anche ad un linguaggio decisamente scurrile.

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